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mercoledì 24 maggio 2017

Go Nagai Robot Collection - Uscita Speciale 28 I tre professori


Dopo il professor Shiba, il professor Dairi, il Dottor Procton, il professor Yumi, il professor Juzo Kabuto, il dottor Kenzo Kabuto ed il professor Tonda, ecco i tre professori Sewashi, Nossori e Morimori. Con questi tre dovremmo aver completato la platea dei cattedratici dell'università Go Nagai.
Su Encirobot si può leggere (link) che il nome del professor Sewashi (piccolo e barbuto, a sinistra della foto sotto) significa gentile ed altruista.
Il nome del professor Nossori (alto, coi baffi bianchi, al centro della foto sotto) significa lento e svogliato.
Il nome del professor Morimori (con la cravatta rossa, a sinistra della foto sotto) significa energico e robusto. Il professor Morimori è l'unico dei tre che morirà, nell'episodio numero 79, forse è per questo che lo chiamarono alla romanesca: mori mori  :]
I tre modellini sono fatti bene, sbavature passabili, visi ben disegnati e scolpiti.
Personalmente, considerando la mia scarsa o nulla passione per la serie di Mazinga Z, non posso più di tanto commentare le caratteristiche dei tre prof, li ho sempre considerati più delle macchiette, che degli scienziati. Mentre, per esempio, il professor Dairi, pur mostrandosi esteticamente poco severo, non scade mai nel ridicolo.







 I tre prof dalle solite svariate posizioni.

Go Nagai Robot Collection 141 Madame


In commenti a recensioni precedenti ero stato avvisato che Madame faceva un'apparizione fugace, così fugace che manco mi ricordavo di averlo visto, ed io la serie di Jeeg l'ho rivista tutta più volte...
Non so, non ho la più pallida idea di quale commento fare al modellino o alla puntata...
Posso inserire solo un breve video di scarsissima qualità per mostrare, oltre ad ogni inutile mia elucubrazione, quando duri la comparsata di Madame, che ammonta a ben 13 secondi!!!
Il video è di 22 secondi, ma il netto della presenza di Madame è solo di 13 secondi, centesimo più, centesimo meno...
Posso solo domandarmi: perché?!?!   >_<
(mi pare che la bgm che si può ascoltare in apertura, sia una di quelle "perdute" di Jeeg)

       


Tra l'altro il mio modellino è mancante pure della lancia, fatto ormai abbastanza usuale nelle ultime uscite, manca sempre qualche pezzo, oppure ne aggiungono di non presenti...
Mi pare che Madame sia stato proposto molto più slanciato rispetto ai pochi fotogrammi in cui lo possiamo ammirare.


Questa sotto è l'unica immagine a figura intera, poco prima che venga distrutto da Jeeg, al 19esimo secondo dall'inizio della puntata, "excidium praecox"!
Direi che le dimensioni non tornano.

martedì 23 maggio 2017

C'era una volta Goldrake, la vera storia del robot giapponese che ha rivoluzionato la tv italiana



TITOLO: C'era una volta Goldrake, la vera storia del robot giapponese che ha rivoluzionato la tv italiana
AUTORE:
Massimo Nicora
CASA EDITRICE:
Società Editrice La Torre
PAGINE: 660
COSTO: 24,5 €
ANNO: 2017
FORMATO: 21 cm x 15 cm 
REPERIBILITA':
reperibilità sul sito della casa editrice 
CODICE ISBN: 9788896133316

 
Apro questa recensione esprimendo l'auspicio che questo saggio su “Atlas Ufo Robot” possa venir letto anche dalle generazione di appassionati di animazione, giapponese e non, che non hanno vissuto quel 4 aprile 1978.
Quando c'erano i forum (oppure oggi sulle poche piattaforme on line dove ancora ci si confronta tra fan di età differenti, tipo Anime Click) capitava di leggere commenti di “giovincelli” che conoscevano solo i loro anime, di solito rigorosamente subbati. Giovani otaku (nel senso positivo del termine) che ignoravamo bellamente, quasi facendosene un vanto, come, quando e perché gli anime sbarcarono in Italia, senza dimenticare il chi li importò.
Nel saggio di Massimo Nicora si potrà leggere sia il come, il quando, il perché ed il chi, ma, sopratutto, il prima ed il dopo.
Per il “prima” intendo che questi fan, arrivati poco o molto dopo il 4 aprile 1978, potranno capire quale fosse la disponibilità di programmi per bambini/e e ragazzi/e. Mentre per il “dopo” intendo che potranno comprendere cosa scatenò a livello mediatico, diremmo oggi, l'atterraggio di Goldrake nelle case degli italiani.
Ovviamente il saggio è indirizzato anche a chi quell'epopea l'ha vissuta in diretta sui canali Rai e delle televisioni locali, visto che sono riportate una mole di informazioni uniche. Tipo la famosa questione della parola “Atlas” presente nel solo titolo italico, oppure di come sarebbe potuto capitare di ritrovarci Actarus arruolato nelle truppe berlusconiane... meglio Vega!
Uno degli aspetti più importanti del saggio è il panorama globale che viene presentato e rappresentato. Una delle battute più belle del mitico Totò era che “è la somma che fa il totale!”, ed in questo saggio c'è veramente la summa di Goldrake.
Non mancano numerose interviste ai protagonisti di questa favola da “c'era una volta...”, in parte raggiunti direttamente dall'autore allo scopo scoprire quanti più dettagli possibile sul chi, come, quando e perché arrivò Goldrake.
Senza contare che, dal mio punto di vista di ricercatore di articoli giornalistici sui cartoni animati giapponesi, il settimo capitolo è stato una vera goduria per gli occhi.
Vorrei rassicurare il potenziale lettore di non farsi spaventare dalla mole del libro, che può effettivamente essere considerato un “bel tomo”, in quanto la lettura scorre via tranquillamente, è pieno di note esplicative (facilmente consultabili a fondo pagina. Grazie!) e non sono presenti citazioni lasciate in oscuri idiomi non italici. Per comprendere immediatamente l'esaustività dello scritto rimando alle scan dell'indice alla fine della recensione.
Ok, sono 660 pagina, ma solo 7 capitoli ^_^  che andrò ora ad illustrare brevemente.

venerdì 12 maggio 2017

Go Nagai Robot Collection 140 Professor Tonda


Il professor Tonda appare nell'ottava puntata, per apportare delle migliorie al Grande Mazinga (ammesso e non concesso che il Guretto sia migliorabile...), e scompare, nel senso che decede, nel 13esimo episodio. Non rammento se partecipi a tutte le puntate tra l'ottava e quella in cui muore, però, nonostante sia un personaggio minore, ha lasciato un certo segno nella serie. Quindi, a mio avviso, la scelta della Fabbri/Centauria di dedicargli questa uscita, ha un senso, ne consegue, ovviamente, che non ha nessun senso non pubblicare i due Mechadon...
Devo dire che il modellino, nonostante le solite sbavature, non è malaccio, il viso coglie perfettamente la simpatia del personaggio, compreso il mento prominente.
La postura è perfetta, con tanto di gambe arcuate, non manca neanche il baffetto alla Hitler(...) e il pantalone color carne.


Il fascicolino-ino-ino-ino riporta che il nome per intero del professore è Tonda Hakase, ribadendo che la sua nazionalità è statunitense, ergo, in pieno spirito nazionalistico nipponico, deve essere un "nisei", cioè figlio di genitori giapponesi emigrati negli Usa. Anche perché già solo il cognome Tonda mi pareva poco anglosassone, benché poteva essere italomericano, ma Hakase...


 Il prof Tonda dalle solite svariate posizioni.

domenica 30 aprile 2017

Mattel Electronics 1983



Purtroppo, per me, non posso riportare particolari ricordi riguardo l'Intellivision, non avendolo mai posseduto. In tema di console casalinghe io sono passato dalla console Reel del 1977/78 alla Play Station 1, in mezzo ho dovuto saltare tutto  ^_^
Nel catalogo è spiegato che "Intellivision" significava "televisione intelligente", e devo dire che leggendo le caratteristiche della console, devo dire che denotava numerose ottime idee.
In particolare direi i pad, o smanetti, che dir si voglia. sia per il fatto che potevano essere riposati nell'hardware senza che i fili creassero noia (vedi la console Reel...), ma anche perché potevano essere usati dai mancini. Ho, però, un dubbio, il disco ruotava oppure era un simil touch?
Ovviamente in un catalogo in italiano, dedicato ai maschietti italiani, visto che ai tempi le femminucce non giocavano ancora ai videogiochi, nelle prime pagine si esalta la cassetta del calcio  :]
Certo che di passi avanti ne sono stati fatti per arrivare a Pes o Fifa  ;)




In realtà le due pagine qua sotto sono poste prima della doppia pagina sul calcio, dato che in queste pagine si descrivono le caratteristiche della console, tipo la potenza, ben 16 bit, mica 8 bit di "certi concorrenti"!  ^_^
Oltre alla grande varietà di giochi disponibili, non so se poi realmente acquistabili in Italia, mi hanno impressionato le espansioni: l'Intellivoice; l'Intellivision Entertainment Computer System; il Computer Adaptor; l'Intellivision Music Synthesiser; l'Intellivision Computer Keyboard.

In pratica tutto il necessario per trasformare la console in un computer. Non saprei dire se tutte queste espansioni hardware fossero realmente disponibili per il mercato italiano. A dire il vero mi sorprenderebbe se lo fossero state, di solito in Italia si importavano solo le cassette dei giochi.
E' indubbio che l'Intellivision doveva essere il sogno di ogni ragazzino italico che metteva le mani su questo catalogo.

venerdì 28 aprile 2017

Go Nagai Robot Collection 139 Zarigan G8



Il distributore per le edicole della mia zona deve avere degli gnu affamati nei magazzini... anche stavolta il fascicolino-ino-ino-ino è tutto masticato, si vede che alla Fabri/Centauira ci tengono ad imballare bene la loro creatura editoriale!
Tra l'altro il disegno in copertina, più che un mostro guerriero, mi ha fatto venire in mente una Macchina della Morte dei Meganoidi...
La puntata in questione risulterebbe importante in quanto vi appare per la prima volta il Conte Blocken, che comporterà la messa in secondo piano del Barone Ashura, dei quali fallimenti a ripetizione il Dottor Inferno è un pelino stufo. Poi noi sappiamo che il nuovo arrivata fallirà tanto quanto la mummia ermafrodita, ma ai tempi il fatto doveva aver avuto una certa rilevanza, specialmente in Giappone.
Ok, Ashura è chiaramente un incompetente e pure un leccapiedi, ma chi lo ha messo al comando?
Ho trovato assai curioso, e alla fine molto divertente, che l'episodio si apra con l'apparizione dei mostri meccanici mandati al macello dal barone Ashura, e si concluda non solo con la distruzione di Zarigan G8, ma vie più con quella della Salus, un'altra medaglia di cui fregiarsi  :]
Non credo ci voglia un genio per notare che Zarigan G8 si ispira alla leggenda di Namazu, in oltre nella puntata fa bella mostra di se un pesce gatto in un acquario, che Shiro utilizza per prevedere i terremoti, che sono l'altro protagonista della puntata. 
Il modellino mi pare uscito fuori bene, forse un pelino piccolo, direi il più piccolo dei 19 mostri guerrieri pubblicati. Che poi dedicare ben 19 uscite, fino ad oggi, ad una seria mai conclusa, mi pare veramente una follia totale... ma ormai...
Magari i colori non sono precisi, però c'è sempre la questione della rifrazione dell'acqua marina, anche se dubito che alla Fabbri/Centauria siano così solerti da aver commissionato un costoso studio scientifico ad hoc  >_<


martedì 25 aprile 2017

Telesette dal 30 dicembre 1979 al 5 gennaio 1980 - "Attento Goldrake, questa volte è la fine!", di Virginia Falcone



Dopo parecchi Tv Sorrisi e Canzoni, qualche Telepiù, un Radiocorriere TV e un Onda TV, tocca ad un Telesette, e prossimamente cercherò di postare altre testate, tanto per non essere eccessivamente ripetitivo  ^_^
Questo articolo va inserito nel periodo della terza tranche della trasmissione di "Atlas Ufo Robot", il suo titolo pare quasi ispirato da "Studio Aperto", ed il contenuto, che per inciso non è negativo, fa parte del filone "fatto al computer", che ormai era assodato fosse una realtà incontrovertibile.
Più di una volta ho pensato di inserire la tag "anime fatti al computer", o qualcosa di simile, ma poi ho desistito perché questa fake news è presente in gran parte degli articoli in mio possesso. Anche i giornalisti che non scrivevano pezzi in cui accusavano di qualche nefandezza i cartoni animati giapponesi, o quelli che addirittura li difendevano, davano per assodato che il "computer avesse ispirato" gli anime del periodo, come si può leggere nell'occhiello.
Virginia Falcone, oltre alla bufala mediatica sul computer, incappa di altre imprecisioni, però non credo che si potesse ai tempi (o possa oggi) pretendere la precisione su articoli inerenti i cartoni animati, quando i giornalisti controllano a stento le fonti su notizie importanti...
Il titolo "Attento Goldrake, questa volta è la fine!", avrà fatto venire un infarto ad una moltitudine di giovani lettori e lettrici, convinti che il loro eroe stesse per essere sconfitto dai veganiani, mentre si trattava solo dell'informazione che la serie stava finendo: i giornalisti sono dei gran burloni  ^_^
Alla sgomento di milioni di bambini e bambini per la "fine" di Goldrake, avrebbe dovuto rimediare la notizia che dal 7 gennaio la Rai avrebbe trasmesso un altro anime robotico: Mazinga Z!!!
Si... come no... proprio uguali...   T_T


Intanto i nomi delle armi sono tutti corretti, parrà poca cosa, ma dimostra che la giornalista si sedette davanti alla televisione almeno 5 minuti, oppure chiese info a qualche esperto, tipo il figlio o il nipotino  :]
Ogni tanto ritorna la diatriba su come chiamare gli invasori provenienti da Vega: vegani? veghesi? veghiani? veganiani?
Io propenderei per "veganiano", come scrive Virginia Falcone, anche perché "vegano" ormai è stato requisito da chi non mangia carne... non potevano scegliere "a-carnivoro"?  >_<
La giornalista pare anche comprendere uno degli aspetti migliori di questi cartoni animati giapponesi, cioè che i cattivi avevano anch'essi delle motivazioni, che poi li portavano a compiere la scelta sbagliata, ma la loro non era pura cattiveria.



Voltata la pagina ci ritroviamo davanti ad altre belle immagini della serie, per un totale di quattro pagine dedicate ad "Atlas Ufo Robot".
Piccola postilla:
avranno anche tolto l'Atlas dai DVD da edicola, e potranno pure eliminare l'Atlas da tutto lo scibile umano, ma per noi resterà sempre e comunque "Atlas Ufo Robot", alla Toei dovrebbero farsene una ragione, anche perché a comprargli il materiale di Goldrake saremo sempre e solo noi "atlasiani"  ^_^

lunedì 24 aprile 2017

"Julie rosa di bosco" (1979) - Puntate 9 e 10



Dove avevamo lasciato Julie e la sua simpatica famiglia adottiva?
Eravamo rimasti allo zio Carl riassunto alla fabbrica del vetro, dopo che era stato licenziato appena ripresosi dall'infortunio sul lavoro.
E per farlo riassumere Julie e Alan avevano ordito un piano geniale.
La nona puntata pare un déjà vu, infatti ririririvediamo Carl davanti al padrone della fabbrica, a cui seguiranno le sue dimissioni... ma questo è uno shojo oppure un anime sponsorizzato dall'Inps e dall?Inail?!  O_o
A guardarlo da adulto posso anche apprezzare, al netto della scarsa qualità dell'animazione, che la tematica sia incentrata sul lavoro operaio, mi chiedo, però, una bambina italiana cosa potesse trarre dalle vicissitudini lavorative dello zio della protagonista...
In realtà mi chiedo anche quale interesse potesse nutrire una bambina giapponese nel mondo del lavoro austriaco del 1918  ^_^
Infatti anche queste due puntate saranno incentrate sui problemi lavorativi dello zio Carl.
Comunque bisogna sempre iniziare dal meraviglioso ed allegrissimo incipit dell'anime  :]


             

Quale sarà il piccolo segreto della nona puntata?


Forse ci verrà rivelato quali proprietà abbia il tavolo e la sala di casa Klemen?
Come è possibile che il tavolo si adatti al numero delle persone che vi siederanno?
E come può essere che la stanza risulti sempre abbastanza spaziosa per tutti gli astanti?
Nulla di tutto questo, purtroppo...
La puntata inizia con il classico siparietto a-comico, che ci fa apprezzare la magia del tavolo a dimensione variabile, con sala espandibile  :]

domenica 23 aprile 2017

Problemi giapponesi



TITOLO: Problemi giapponesi
AUTORE:
Giovanni Cesare Majoni
CASA EDITRICE:
Istituto Italiano per il Medio ed Estremo Oriente
PAGINE: 21
COSTO: 5/10€
ANNO: 1934
FORMATO: 24 cm x 15 cm 
REPERIBILITA': rara
CODICE ISBN: 

 

Il 6 marzo 1934, presso l'Istituto Italiano per il Medio ed Estremo Oriente, l'ambasciatore italiano a Tokyo (forse era già un ex ambasciatore) faceva un discorso sulle problematiche che avrebbe dovuto affrontare il Giappone negli anni a seguire.
Questo scritto, che è la trascrizione di quel discorso, è interessante per svariati motivi. In primis il Giappone e l'Italia non erano ancora alleati, addirittura non avevamo ancora riconosciuto il Manciukuò giapponese. Ergo, pur essendo presente la classica retorica fascista del periodo, l'autore non aveva l'obbligo di incensare il futuro alleato.
Una delle tematiche affrontate da Giovanni Cesare Majoni riguardano la sovrappopolazione, che nel censimento del 1930 vedeva 969 abitanti per km quadrato. L'autore spiega che il giapponese, in realtà, non era molto incline all'emigrazione, neppure a quella interna, men che meno a quella all'estero, seppur in possedimenti coloniali nipponici, tanto che molti tornavano in patria. Questa considerazione è interessante perché, in seguito, l'invasione delle nazioni vicine (oltre a Corea, Formosa e Manciukuò già occupate da tempo) sarà motivata con l'emigrazione del popolo giapponese causata dalla sovrappopolazione.
Segue un'analisi della situazione economica, in cui Giovanni Cesare Majoni si rifiuta di considerare il Giappone un paese con un basso tenore di vita, in quanto i giapponesi godevano di possibilità ed abitudini precluse a molti paese occidentali. Semplicemente i costi di beni e servizi erano bassissimi.
Le considerazioni dell'autore si concludono con la valutazione del sistema democratico parlamentare, che godeva già di una scarsa fiducia da parte del popolo, con il crescente potere acquistato da militari e nazionalisti, che non si facevano problemi ad utilizzare l'omicidio politico, il quale non era mal visto dalla popolazione.
Visto che le pagine ammontano solo a 21, ho scannerizzato per intero il discorso di Giovanni Cesare Majoni, poi ognuno/a si potrà fare la propria idea sul suo contenuto.




mercoledì 19 aprile 2017

Go Nagai Robot Collection 138 Kerubinus


Questo episodio, che vede il principe Kerubinus come protagonista cattivo, non l'ho mai apprezzato molto, nonostante il suo mecha non mi dispiacesse.
Le motivazioni sono molteplici:
detestavo le puntate filo pacifiste;
credo che anche ai tempi il doppiaggio italico ingenerò in me una certa confusione;
alla fine Kerubinus non si dimostra un avversario particolarmente ostico;
la parte con i ricordi sull'infanzia di Tetsuya è buttata lì un po' a caso.

Non potendo ancora accedere ai sottotitoli fedeli ai dialoghi giapponesi (sono in attesa dei box del GM), l'impressione che l'adattamento italiano fu un pelino raffazzonato resta forte, e questo rende la puntata parecchio poco godibile.
Per quanto riguarda il modellino, tralasciando che mancano sia lo scudo che il tridente, ma penso che alla Fabbri/Centauria devono aver fatto irruzione i ladri (gli stessi che si son fregati l'ascia di Doroma...), il mio Kerubinus è affetto da leggero strabismo verticale (molto raro!), e denota un carattere per nulla responsabile. Non per nulla all'inizio della puntata lo si vede in panciolle, a ripensare a quando gozzovigliava allegramente.
Perché mi permetto di dare un giudizio personale così duro su Kerubinus?
Ma non ha la testa sulle spalle!!!   T_T
Anche qualche altro arto non è ben innestato, solo Miwa è brava a fare gli agganciamenti!
Il collo non completamente inserito nel torace lo si potrà notare molto meglio dalle foto più sotto, comunque un po' si nota anche da questa posizione, mentre il braccio destro è chiaramente meno innestato del sinistro.
Forse le ali sono leggermente più piccole di quello che ci si poteva aspettare, ma anche nell'episodio non sono sempre della medesima grandezza.
Non posso altro che aggiungere... "una collezione di fantastici modellini perfetti in ogni dettaglio!!!"






Piccola richiesta ai lettori:
Qualcuno potrebbe chiedere sulla pagina FB della Fabbri/Centauria un altro contenitore per i fascicolini-ini-ini-ini?
Nonostante siano veramente "ini", hanno riempito anche il terzo raccoglitore che era stato pubblicato.
Grazie  ^_^

Kerubinus dalle solite svariate posizione, compresa la testa non innestata  >_<

lunedì 17 aprile 2017

Yamato, mensile italo giapponese - Marzo 1942



Stante che trovo interessanti tutti i numeri della rivista "Yamato", questo del marzo 1942 lo è particolarmente per l'articolo iniziale che descrive l'amore per la pace del popolo, ma anche del soldato, giapponese, e per uno speciale sul decennale della fondazione dello stato (fantoccio) del Manciukuò. Questo inserto, visto che era posto al centro della rivista e si sarebbe dovuto staccare, lo mostro per ultimo.
E' presente anche un articolo sul rapporto economico tra Giappone e Filippine antecedente la conquista nipponica, ed uno sulle metropolitane di Tokyo ed Osaka, quando noi avevamo al massimo il tram... infine uno sul rapporto madre/figlio-a.
Ognuno/a valuterà ciò che più consono alla curiosità personale.
Le scan non sono sempre diritte, ma la responsabilità non è dello scannerizzatore  >_<  la rivista è impaginata leggermente storta.


A riprova dell'amore nipponico per la pace e la vita, viene mostrata la foto di una pagina perforata da un proiettile, in cui un soldato scrisse la sua ultima frase:
" Muoio di una morte gloriosa. Viva la Maestà dell'Imperatore".

Secondo me il soldato italiano avrebbe scritto "mi avete mandato a morire e voi siete rimasti a casa col kulo parato, spero crepiate pure voi...", o almeno è quello che avrei scritto io.



Non mancano mai testimonianze fotografiche dell'amore del soldato nipponico verso i popoli assoggettati, poi, sia chiaro, probabilmente quello specifico soldato era pure amorevole, ma in media...

domenica 16 aprile 2017

Giappone in pillole, un tuffo nella moderna società giapponese



TITOLO: Giappone in pillole, un tuffo nella moderna società giapponese
AUTORE: Ottone Mattei

CASA EDITRICE: Schena Editore
PAGINE: 132
COSTO: 20000 £
ANNO: 1988
FORMATO: 21 cm x 14 cm 
REPERIBILITA': reperibile online
CODICE ISBN: 8875142637


Altro libro recuperato sul web, ergo senza averlo potuto sfogliare preventivamente, quindi mi sono basato sul titolo e sul prezzo ^_^
Diciamo che questa volta non ho del tutto toppato. Considerando che è un libro scritto nel 1988, da un membro dell'ambasciata italiana in Giappone (non si capisce in quale ruolo), che vi ha risieduto per quattro anni, arrivando anche a parlare la lingua, le informazione e le impressioni che trasmette sono utili a comprendere che alcune cose non sono cambiate per nulla dal 1988 al 2017.
Purtroppo lo scritto manca di una qualsivoglia divisione per argomenti, neppure di carattere cronologico, mi basta aggiungere che non c'è neppure un indice, in quanto non esistono neppure i capitoli!
A mio avviso, se lo riesce a recuperare a pochi euro, può essere una lettura interessante.
Il libro è composto da 131 pagine di pensieri dell'autore, divisi solo da questo segno divisore a tre stelline: 



Per giunta, all'interno di ogni sua elucubrazione, non mantiene quasi mai il discorso su un singolo argomento. Diciamo che il tutto potrebbe risultare un pelino caotico.
Devo dire che lo stesso autore spiega, senza possibilità di repliche da parte del lettore, com'è strutturato il suo libro, e non ho gradito per nulla quelle poche righe, dato che, seppur con 30 anni di ritardo, il libro l'ho pagato...


La filosofia di Ottone Mattei, nello spiegare il suo Giappone, è semplice:
dato che la misteriosa nazione nipponica è composta da esseri umani, tutte le spiegazioni vanno ricercate sul piano umano.
Come accennavo sopra la lettura di questo libro farà risaltare quanti aspetti della società giapponese, e dei giapponesi stessi, siano rimasti immutati in 30 anni, per esempio:
come considerano la seconda guerra mondiale (cioè la guerra del pacifico), comprese le loro colpe verso i popoli assoggettati; la loro valutazione dei gaijin; la gelosia nei confronti della propria lingua; l'impossibilità per un non giapponese di essere considerato giapponese; etc etc

A cui, ovviamente, si possono aggiungere tantissimi altri argomenti, come il rapporto dei giapponesi con il proprio lavoro e la propria azienda, l'assenza di individualismi, il rispetto verso il bene pubblico, etc etc
Mi è parso di trovare anche delle inesattezze, oppure dei punti che mi sono parsi assai dubbi.
Un errore è di certo a pagina 54, dove si afferma che “lo shintoismo è una derivazione buddista frammista a riti animistici originari con qualche sapore nazionalista”.
Che lo shintoismo sia il raggruppamento di tante credenze non unitarie non c'è dubbio, ma è antecedente all'introduzione del buddismo.

sabato 15 aprile 2017

I Love Japan, 101 cose da sapere sulla cultura del Giappone e sulle sue ultime tendenze



TITOLO: I Love Japan, 101 cose da sapere sulla cultura del Giappone e sulle sue ultime tendenze
AUTORE: Nicole Miura
CASA EDITRICE:  How2 Edizioni
PAGINE: 131
COSTO: 11€
ANNO: 2015
FORMATO: 24 cm x 14 cm 
REPERIBILITA': reperibile online
CODICE ISBN: 9788899356644

Inizio con alcune premesse:
il libro l'ho preso online senza poterlo sfogliare in libreria;
non faccio parte del target del prodotto;
io non “I love Japan”;
a me interessa il Japan;
è il primo libro della How2 Edizioni che compro.

Allora perché l'ho comprato?
Principalmente perché dal punto di vista sociologico non trovo più nulla sul Giappone, ergo recupero quello in cui mi imbatto. Poi nel sottotitolo (ed in quarta di copertina) si parlava espressamente di “cultura ed ultime tendenze” del Giappone, purtroppo questo non è un saggio di carattere sociologico. Manca assolutamente di un approfondimento e/o di una analisi su un qualsiasi aspetto della società giapponese.
L'autrice è italo giapponese e lavora in Giappone, ergo conosce entrambe le società, ma non essendo un libro di saggistica sociologica...
In quale tipo di libro mi sono imbattuto?
Spero che nessuno si offenda, anche se so bene che il termine che sto per scrivere non è propriamente un complimento, lo utilizzo allo scopo di rendere immediatamente quello che è, dal mio punto di vista, il target del titolo:
è un libro per “jappominkia” ^_^

Per esempio a pagina 7, alla fine della brevissima introduzione, si può leggere:
Detto questo, cosa bisogna fare per essere cool in Giappone?”

Ma il mio obbiettivo nella vita è essere cool? Ed essere cool in Giappone? No ^_^

Mentre a pagina 51 si spiega come vestirsi in maniera Harajuku:
Prendi dimestichezza con la varietà di tutte le tendenze esistenti in Giappone e non aver paura di esagerare: Indossa gli abiti a strati, uno degli elementi caratteristici dello stile Harajuku. Si possono mettere gonne, vestiti o giacche uno sopra l'altro, purché sia fatto con cura, senza risultare troppo poco cool.”.

Io mi chiedo quante persone vadano in Giappone per diventare alla moda in Giappone... tanto ci starai massimo 2 o 3 settimane, ha senso perdere tempo in questa attività? Inoltre uno dei consigli principali di chi è stato in Giappone è quello di andarci con una valigia grande, ma la più vuota possibile, in modo da riempirla di ogni ben di dio nipponico (in base alle proprie preferenze), ma se la riempio di vestiti cool, cosa potrò mai comprarci in Giappone?

Il libro è pieno di consigli pratici (ma non so se sono giusti giusti 101!) su come comportarsi in Giappone, ma sono consigli che mi son parsi pensati per ragazzi e ragazze cresciuti a pane, manga ed anime subbati, convinti che il Giappone sia il luogo più bello del mondo. Sia chiaro, l'autrice riporta anche qualche stortura della società giapponese, ma scrive come se il lettore avesse l'ambizione di andarci a vivere il giorno dopo.
Lo scritto di Nicole Miura è diviso in due, nella prima parte (59 pagine) sono presenti 9 capitolini sul alcuni aspetti del Giappone, nella seconda parte si racconta la storia, in pieno stile manga/anime, di una adolescente: “Contenuto extra: una storia teen jappo”.
Questa seconda parte avrebbe, penso, lo scopo di mettere a contatto il lettore/lettrice con la realtà quotidiana del Giappone, ma di ragazzini giapponesi!!! ^_^

giovedì 13 aprile 2017

Go Nagai Robot Collection 137 Kenza


Dalla scan sopra si può valutare in quali condizioni mi sia giunto il fascicolino-ino-ino-ino questa settimana, lo hanno masticato di nuovo...
Per quanto riguarda il modellino sono abbastanza soddisfatto, ovviamente non mancano le solite numerose sbavature, e la mia spada è leggermente storta, ma nel complesso non è malaccio. In particolare ho apprezzato il disegno sull'imponente scudo di Kenza, fatto veramente bene, ed anche la testa, colorata più accuratamente del resto del corpo.
La posa è un po' statica, ma con quello scudo da gestire non era facile trovargli un'altra posizione.
Il 17esimo episodio  è quello in cui viene inaugurato il Mechadon 2, che noi clienti della GNRC non vedremo mai, come per il Mechadon 1.
La puntata non ha una trama memorabile, ma non è neppure brutta, a mio avviso non abbastanza, comunque, per dedicare a Kenza un modellino.



Edit del 14/04:
In un commento (Antonio Romeo) è stato fatto notare che dall'uscita 140 (Professor Tonda) del 11 maggio, la GNRC ritorna ad essere quattordicinale...  T_T
Ergo il piano dell'opera che avevo postato nella rece di Gido Gido (136) non è più valido, il che implica che la GNRC non terminerà più il 13 luglio...
Alla fine del post rimetto l'immagine del vecchio piano dell'opera.

Kenza dalle solite svariate posizioni.