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lunedì 27 maggio 2013

Il drago e la saetta, modelli, strategie dell’animazione giapponese


TITOLO: Il drago e la saetta, modelli, strategie dell’animazione giapponese
AUTORE: Marco Pellitteri
CASA EDITRICE: Tunuè
PAGINE: 575
COSTO: 28€
ANNO: 2008
FORMATO: 23 cm X 15 cm
REPERIBILITA': Ancora presente nelle librerie di Milano
CODICE ISBN: 9788889613351

Direi che questo lo si può considerare un gran bel tomo, non solo per il numero di pagine, ma anche per l’esaustività con cui tratta come l’animazione (prima) e il fumetto (poi) giapponese hanno influenzato la società italiana e i suoi fruitori. Pellitteri individua 2 strategie identificabili col drago (Goldrake), per la prima invasione degli anime, e la saetta (Pikachu e quindi i Pokemon), riguardo il periodo che arriva a fino ai giorni nostri. Il saggio prende in considerazione, oltre all’Italia, anche altri paesi europei, in particolare la Francia, che pare abbia avuto una storia simile alla nostra per quanto riguarda gli anime. Il saggio analizza, oltre gli anime (focalizzandosi in particolare su Goldrake) ed i manga, anche la cultura kawaii, la J-pop (la cultura di massa giapponese), la cultura robotica giapponese, i videogiochi (in modo non approfondito). Tutti questi temi non solo vengono valutati nell’ottica giapponese, ma anche in quella italiana. Ci sono analisi approfondite sui consumatori italiani di anime e manga. Contiene anche un capitolo sulla saggistica italiana ed internazionale sul tema anime e manga.
Ecco un aneddoto (pag. 315) su Goldrake, di seguito si racconta come fu acquisita la serie durante una fiera specializzata nel novembre del 1977:
“Sui volantini campeggiava la titolazione <> . La parola “atlas” in francese significava, in quel contesto, “volantino”, “guida”: era il riferimento al materiale documentativo-illustrativo per la presentazione del prodotto; gli acquirenti della Rai non lo capirono ed ecco il bizzarro motivo a cui si deve il titolo italiano”.
Il saggio è abbastanza tecnico, la prima parte si concentra sulla globalizzazione culturale e l’ho trovato un tantino pesante, sensazione che scompare per gli altri capitoli. Personalmente ho incontrato qualche difficoltà di lettura, proprio per i termini tecnici e i concetti sociologici, ma chi ha una conoscenza maggiore di questi temi non avrà problemi. Inoltre contiene citazioni di altri saggi in lingua originale (inglese e francese), Questo fatto lo considero l’unico lato (estremamente) negativo, anche perché queste citazioni in lingua originale sono pienamente parte del saggio. Non comprendo quale costo o problema avrebbe comportato la traduzione di queste parti, specialmente in un libro che consta già di 575 pagine e costa già 28€.

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