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sabato 4 ottobre 2014

Corriere dei giocattoli, catalogo Natale 1970 del Corriere dei Piccoli e Upim


Mettendo io in questo blog cose, nomi, persone e oggetti del mio immaginario giovanile tendo, chiaramente, a concentrarmi sul periodo che va dalla metà degli anni 70 ai primi anni 80, a parte le recensioni della saggistica sul Giappone. Poche sono le eccezioni a questa limitazione oggettiva del blog, per esempio un catalogo statunitense della Mattel del 1986, di cui per ora ho postato due parti (Masters e Barbie).
Ovvierò a questa pecca con un catalogo di giocattoli dell'ormai vetusto 1970, che potrà sia far meglio risaltare quanto immensamente più fighi saranno i giocattoli del periodo 1976/1982, con l'avvento rivoluzionario dell'animazione giapponese e dei videogiochi, che essere paragonato ai giocattoli che i bambini giapponesi del medesimo periodo potevano avere disponibili, mettendolo a confronto con il volume 1 "Childrens advertising in Showa era"  ed il volume 2 Children's Advertising in the Showa Era 2 1970/1974 .  
Personalmente non ho quasi memoria dei giocattoli mostrati in questo catalogo, alcune versioni un po' più moderne le ricordo abbastanza bene, ciò non vuol dire, però, che fossero brutti giocattoli, erano meno tecnologici e vari, danno l'impressione di essere più artigianali (anche se erano prodotti industriali), soprattutto erano quasi interamente italiani. Infatti mancano, oltre ai personaggi degli anime e ai videogiochi, anche Big Jim e Barbie, gli unici "colonizzatori" sono la Walt Disney e la Mattel, ma sono praticamente assenti pure i giochi in scatola!
Il catalogo era allegato al Corriere dei Piccoli, e pubblicizzava tutti prodotti disponibili nelle Upim d'Italia, consta di ben 93 pagine per un formato da 16 cm X 23 cm.
La Upim e la Standa erano i due centri commerciali (una volta si diceva solo "supermercato") dove, oltre che nel negozio di giocattoli sotto casa, si compravano i giochi, luoghi tanto importanti che i loro catologhi di giocattoli erano comunemente allegati a riviste di tutti i tipi. Inutile dirsi che la Standa è ormai scomparsa, non avendo retto alla proprietà berlusconiana, e l'Upim vende solo abiti.
Nell'elenco finale di tutte le Upim d'Italia c'è anche quella di Milano in cui mi portavano abitualmente mia madre e mia nonna, ricordo ancora la disposizione delle scaffalature! (questa memoria portentosa avrei dovuto sfruttarla nello studio...).
Ogni giocattolo mostrato presenta il suo bel prezzo in lire, sapendo quanto guadagnasse un dipendente ci si può fare un'idea di quanto fossero cari questi giocattoli. Sul web ho trovato alcune fonti che danno lo stipendio mensile di un operaio del 1970 a circa 120 mila lire (circa 1000 euro di oggi).




Non so perché ma quasi tutti i cataloghi inziavano con gli articoli per le femminucce, che palle...










In origine c'erano le bambole che dicevano solo un inquietante "maaam m m m a", grazie ad una scatolina il cui funzionamento era interamente meccanico (su cui mi soffermerò in un post successivo). Seguirono le bambole che parlavano tirando una cordicella, come il Big Jim del 1973 , poi quelle col disco. Le prime due versioni non necessitavano di batterie, mentre con la terza le costose (per le famiglie) "pile" entrarono nella vita delle bambine, non per nulla sul bordo di molte foto campeggia la didascalia: " La prima dotazione di batterie è gratis".












"Ciccio Bello " c'era anche nel 1970! Una maledizione che ha colpito più generazioni di fratelli...



Da notare l'uso massiccio del metallo, assai pericolo, che poi verrà sostituito dalla più economica plastica. Non necessariamente più sicura, perché dipendeva dal tipo di materiale, c'erano anche quelli che rilasciavano sostanze cangerogene...









Ma le macchine da cucire erano funzionanti? Nel caso lo fossero erano un bel articolo, oltre che abbastanza pericoloso.




Ecco, stirare è un gioco la cui arte molte amiche non hanno mai appreso appieno  ^_^






Una parrucca da proto-casplayer!




Vasellame e pentolame vario era un cult, talvolta venivamo coinvolti pure noi maschietti...




Giocare a fare la spesa: che senso poteva mai avere?



L'Upim presentava una bella serie di arredamenti per la casa delle bambole, peccato che non sia specificata la marca dei giocattoli.








Ma c'era tutto per giocare alla brava casalinga!



E dopo aver stirato, fatto la spesa, cucinato, lavato piatti e pentole, aspitato la polvere, una bella lucidata al pavimento non la si voleva dare?



 La valigetta del dottore era un altro classico dei catologhi pre-videogiochi.


Qui sotto una serie di tre giochi che penso volessero in qualche modo simulare la scuola, la banca e la posta. Veramente divertenti... da grande farà il bancario! Ma non era il pompiere?!




I giochi per i più piccini.






Topo Gigio con squardo vitreo munito di dischi, chissà se c'era incisa proprio la sua voce: "ma cosa mi dici mai".




Ne avevo una anch'io, era assai ipnotica, con un suono che ancora mi ronza in testa... e poi dicevano che i cartoni animati giapponesi erano dannosi...



Non sono mai stato un fan dei trenini, a cui prefeirvo le piste Polistil, però alcuni degli articoli qui mostrati sono veramente belli.





In tutto il catalogo spesso viene mostrato il contenuto della confezione, cosa assai più pratica nel caso si debba scegliere un regalo, ma che non permette di capire di quale articolo si tratti.









Sebbene il volante fosse molto evocativo, l'impugnatura con pulsante (quelli mostrati qua sopra) erano assai più funzionali, dato che, alla fine, si poteva regolare solo la velocità.




Questo pare essere l'unico gioco della Mattel presente nel catalogo. La pista a "doppio circuito" costava circa il 10% dello stipendio mensile di un operaio.


 

Un panorama delle macchinine filoguidate o meno, di carrarmati e robot giocattolo. Forse è anche per le fattezze di questi robot che gli adulti del 1978 rimasero tanto sconcertati da Goldrake e soci.








A me sconcerta molto di più un robot come questo...






Quella col volante gigante e pure il cambio era una vera tamarrata strafiga!
La macchinina radiocomandata sotto deve essere una delle prime della Reel, lo intuisco dal logo sulla scatola rossa, purtroppo i marchi spesso non sono esplicitati.




Io avevo un plastico del genere, era fatto in latta, ma non era a batteria, bensì caricabile con la classica chiavetta di metallo, tipo la sveglia.




Il camion che consegnava la Coca Cola!
E poi se la prenderanno con Goldrake...




Le armi giocattolo erano la consuetudine in ogni negozio, qui sono mostrate quelle per gli scenari western.





 Come western sono gli unici soldatini mostrati.




Ognuna delle casette costava 1000 lire.




 Fort Alamo 2500 lire.







Oggi si pone massima attenzione alla sicurezza dei giocattoli, ma ai tempi la questione non doveva proprio essere considerata un problema. Nelle due scatole ci sono almeno 20 modi diversi per amputarsi un dito... questi articoli erano presenti anche alla fine degli anni 70.




Se regali un trapano giocattolo perfettamente funzionante a tuo figlio non puoi, in seguito, arrabbiarti se ti trasforma la casa in un gruviera...


Peccato che non sia mostrata la confezione del Meccano,una versione assai sontuosa.


Dopo il piccolo falegname, il piccolo trapanatore, il piccolo meccanico ecco il piccolo chimico.


Ed il piccolo Quincy!



Secondo me i telefoni erano un giocattole per le femminucce, che già allora si dilettavano in interminabile spettegolate via cavo.



Mentre i Walkie Talkie erano l'indispensabile mezzo tecnologico perchè i maschietti si inventassero nuove fantasmagoriche avventure.


Comoda la vita per i bambini di oggi con tablet, computer e DVD, noi poveracci potevamo vederci i pupazzi quasi inanimati di Hanna & Barbera con le diapositive del Festacolor...




Del Minicinex ho qualche bobina, che posterò in un prossimo futuro.



E' la prima volta che vedo questo proiettore della Polistil, ed anche il nome non è male!



Qui siamo in pieno design anni 70, costava il 10% dello stipendio di un operaio, qualcosa mi dice che lo acquistassero i genitori impiegati. 




"I giochi per imaparare" li ho sempre trovati un ossimoro...





Nella parte bassa della scan sotto si possono vedere i mitici timbrini della Multiprint di Milano, la confezione di Bianca Neve è recensita al link: Timbrini di Biancaneve e Dumbo della Multiprint di Milano - primi anni 70'




Ok tutto, ma regalare per Natale un banco di scuola o una lavagna depone assai sfavorevolmente riguardo alle capacità di intender e volere di un genitore, zii o nonni che siano...




Molto prima dei "gratta e vinci" e dei videopoker c'era il gioco della roulette, che era un altro classico del tempo.





I giochi di società sono veramente pochi.





Largo spazio veniva dato agli strumenti musicali, per la gioia dei vicini di casa.




Qui siamo già sul professionale.















Gli schettini T_T


No comment...

 Molto prima del Tango!







Il gioco più elettronico era questo.



Addirittura gli articoli per sciare, mi sa che il target del catalogo non era quello del figlio di un operaio.



Meglio un albero finto, ma bello, che un pino vero, ma morto.






Quando verranno messi in commercio tutti i giocattoli dei personaggi degli anime si griderà allo scandalo per lo sfruttamento economico dei bambini, ma non era un po' blasfemo far pagare i personaggi sacri del Presepe?



 Io ho ancora gran parte dei personaggi di questa fila sotto, quelli da 100 lire :]






 Per non dimenticare dove fosse la vostra Upim ;)






5 commenti:

  1. ciao, è da qualche anno che ho scritto un libro sui giochi degli anni '70. Ho anche una pagina Facebook che aggiorno quotidianamente dedicata ai giochi di quegli anni e sono sempre alla ricerca di nuovo materiale. Ho visto le scansioni dei cataloghi Upim e Standa di quegli anni e mi piacerebbe poterle pubblicare sulla pagina Facebook. Sarebbe possibile? Grazie

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    1. Certo, fai pure, ci mancherebbe altro. In fondo abbiamo una passione comune.
      Tra l'altro il tuo libro l'ho anche letto e mi è piaciuto ;)
      Pur non avendo io FB, mi gireresti il link della tua pagina?
      Magari scopro qualcosa di nuovo.

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  2. Ciao, grazie. Ecco il link della pagina:
    https://www.facebook.com/GiochiEGiocattoliDegliAnni70

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  3. Grazie per tutte queste belle immagini. Alcuni giochi io li ho ancora.....

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    1. Prego, è lo scopo del blog ;)
      Ho visto i vostri vecchi giochi sul tuo blog, belli, e concordo sul suono della trottola, anch'io me lo ricordo!
      Misteri del cervello umano :]

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